

Teme il sovraccarico, in quanto ha una rottura fragile (ha poco preavviso prima del crollo), è il solaio che meglio resiste all'incendio. 
Oggi esistono casseforme metalliche telescopiche e di sezione variabile che possono essere utilizzate un numero virtualmente infinito di volte e offrono al manufatto completo una superficie liscia e omogenea. 
Un rapporto a/c così ridotto conduce pertanto a miscele talmente asciutte da avere l'aspetto di un terreno appena umido e quindi impossibili da lavorare. 
Nell'ambito dell'edilizia moderna, nella fondazione continua si prevede un cordolo in cemento armato prima dell'allargamento della sezione. 
Una grande rotonda, con due sovrappassi curvi a volte è usata per offrire una singola grande giunzione per gli utenti delle rampe di collegamento o della strada scavalcata. 
Nell'antico egitto si usavano casseforme in legno per gettarvi dentro un composto simile al calcestruzzo (la sua composizione precisa è tuttora ignota) che, solidificando, diventava un materiale simile al granito con cui sono state costruite molte delle più importanti piramidi, tra cui quelle della piana di Giza. 
Permette inoltre di creare una estensione tridimensionale alle pitture (bassorilievi) e ai trompe l'oil. 
Gli operatori, infatti, ne hanno sempre apprezzato qualità come la duttilità e la flessibilità per realizzazioni di decori a stampo, oppure la sua facilità di lavorazione e fluidità dell’impasto per impieghi in funzione di legante. 
Successivamente, ed in tempi più recenti, le lastre in gesso rivestito si diffusero nel resto d’Europa, per approdare agli albori degli anni ‘60 anche in Italia e poi nei Paesi dell’area mediterranea. 
Successivamente, ed in tempi più recenti, le lastre in gesso rivestito si diffusero nel resto d’Europa, per approdare agli albori degli anni ‘60 anche in Italia e poi nei Paesi dell’area mediterranea. 
Nella parte inferiore della fondazione, a contatto con il terreno, viene posto uno strato di [[magrone]100/150Kg cem. 
Ovviamente tale aproccio va visto nell'ottica di una produzione industrializzata basata su impianti industriali in genere esterni al singolo cantiere, e su una adeguata struttura tecnologica e gestionale. 
Questo fenomeno si verificava spesso nelle strutture romane, che raggiungevano tranquillamente spessori superiori ai 2 m. 
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